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La rupe e ciò che è rude. Articolo del 2021.

Di recente mi sono spostato presso un  nuovo studio , questa volta messo in piedi da zero. Le   iniziative pensate sono diverse , anche se bisogna attendere che la situazione diventi più tranquilla per metterle in atto.  E' uno studio molto ampio con delle caratteristiche che mi piacciono molto ed anche alcuni difetti ma come si sa i difetti possono essere migliorati con il tempo. Solo che...  Solo che fuori dallo studio, su una vetrina che si affaccia sulla strada c'erano diverse scritte. Abbiamo provato a levarle in molti modi e, a dire il vero, le abbiamo levate quasi tutte,  tranne una . Una scritta qualunque, come quelle presenti su alcuni muri che contornano le strade, che rappresenta lo sfogo di qualche ragazzo con una bomboletta verde in mano e una voglia di esprimersi mal direzionata ma... un po' difficile da decifrare.  Non mi avrebbe dato molto fastidio se non fosse che quella scritta è esattamente sulla vetrina del mio nuovo, luminoso ed ampio s...

Smettere di fumare... perchè? come?

  Quali sono i danni  del tabagismo? In  Italia  circa un quarto della popolazione adulta fuma  e sono in costante aumento i giovani che  iniziano  dai  15  ai  24 anni.    Non si nasce fumatori, ci si diventa, e spesso si    compromette gravemente  la salute. L’OMS ha definito il fumo di tabacco, nei  paesi  occidentali " la prima causa di morte  evitabile ”. Ma perché si accende lo stesso la sigaretta ? Il fumo è una dipendenza e, come tale, altera la nostra percezione.    Infatti, poco dopo aver iniziato a fumare  sembra che non se ne possa più fare a  meno;  la  nicotina , elemento presente in tutte le sigarette,  modifica il funzionamento del  cervello e fa in modo che il  fumatore si  senta  rilassato,  e che l'umore migliori. Ma, più  il tempo passa,  più gli effetti apparentemente "benefici" della nicotina  dimi...

Conoscere gli attacchi di panico

  Sempre più spesso si sente parlare di un attacco di panico, nei film, nei documentari al punto da entrare nel nostro gergo quotidiano ma...cos'è un attacco di panico? Per capire meglio cosa sia, possiamo partire dal nome, Panico, che deriva dalla mitologia Greca, precisamente dal dio Pan, metà uomo e metà caprone, che appariva improvvisamente sulla strada dei passanti, causando un terrore improvviso che diminuiva velocemente. Le vittime rimanevano folgorate, e non riuscivano a capire cosa fosse accaduto. dal nome possiamo. Oggi definiamo l'attacco di panico come  una improvvisa e intensa paura in assenza di uno stimolo reale, che viene accompagnata da sintomi somatici, dovuti all'attivazione del sistema simpatico, e da sintomi cognitivi, come la paura di perdere il controllo o di impazzire.  Hanno una durata limitata ma raggiungono l'apice molto rapidamente. Nello specifico i sintomi più comuni che coinvolgono il corpo sono  capogiri, sensazione di stordimento, dif...

"Ricordare è il modo migliore per dimenticare"

 "Ricordare è il modo migliore per dimenticare" Sigmund Freud In "La psicopatologia della vita quotidiana", uno dei suoi libri più rilevanti, Freud traccia un profilo della sua teoria psicoanalitica. Il libro esamina concetti rilevanti come i lapsus o gli atti mancati, quelle "frane freudiane" che lasciano intravedere l'orizzonte del nostro inconscio e parte di ciò che sta dietro quel confine. Per atti mancati Freud intendeva tutte quelle dimenticanze o distrazioni della vita quotidiana, comunemente chiamati lapsus freudiani. Secondo lui, infatti, l'essere umano ha dentro una parte cosciente ed una inconscia, ovvero quella che emerge in queste situazioni "diverse". Il fatto più banale, come l'oblio del nome di qualcuno, obbedisce, secondo Freud, all'intervento di repressione, una censura che si inserisce in una soglia molto precisa della nostra coscienza ... Ed è per questo che la frase a cquista un valore ancora più interessante....

La ricerca della felicità, ultima parte. La gratificazione.

  Nella puntata precedente ci siamo soffermati sul ruolo degli atteggiamenti relazionali all’origine di molta dell’infelicità autoprodotta. Ci auguriamo che l’esame del vostro modo di porvi nelle relazioni vi sia stato utile a mettere a fuoco eventuali atteggiamenti da superare. Conoscere i meccanismi mentali generatori di infelicità e rendersi conto che il benessere non dipende tanto dai reali avvenimenti della vita, quanto dal modo di interpretarli, o dal proprio ruolo nel generarli, non renderà automaticamente più felici, ma è un passo necessario se si vuole sviluppare la capacità di essere felici. E’ importante a questo proposito distinguere il benessere temporaneo    da uno stato più stabile. La felicità temporanea si può ottenere facilmente, come abbiamo visto, con tutta una serie di stimoli che regalano piacere: un buon    cioccolato, un bel massaggio, un mazzo di fiori, un abito nuovo, una commedia divertente. Secondo Martin Seligman, psicologo americano...

La ricerca della felicità, quarta parte. Il rapporto con gli altri.

  Eccoci di nuovo a parlare di felicità. Nella puntata precedente abbiamo parlato del ruolo giocato dalle nostre aspettative nel renderci più o meno felici. Avete ri-esaminato le vostre aspettative rispetto ai ruoli di genitori, figli, coniugi, amici, cittadini? Avevano bisogno di essere ridimensionate? Avete ri-adattato un po’ anche quelle professionali? Bene, allora siete sulla buona strada per essere delle persone più felici… Ma prima - ricordate? -  bisogna disattivare i meccanismi mentali generatori di infelicità.  Oggi ci concentreremo su quelli che riguardano le relazioni. Infatti è bene sapere che anche gli altri possono essere un’inesauribile fonte di infelicità, a causa di meccanismi mentali relativi ai rapporti umani o di specifici atteggiamenti relazionali. Vediamone alcuni.           Il  sentirsi vittime  di genitori, figli, parenti, insegnanti, capi o amici. O al contrario, coltivare la fatale tendenza, frequente nelle donn...

La ricerca della felicità, terza parte. Le aspettative.

  Eccoci di nuovo a parlare di felicità... Se vi siete osservati con attenzione, probabilmente, avrete scoperto che i vostri pensieri sono quasi sempre rivolti al passato o al futuro e che, salvo eccezioni, i pensieri sul futuro sono di solito accompagnati da ansia, preoccupazione, inquietudine, mentre quelli sul passato generano una gamma di stati d’animo che va dal rimpianto alla nostalgia, dalla tristezza al risentimento. Non vi sembra questa una buona ragione per imparare a so-stare nel presente? Ma vediamo quali altri meccanismi mentali generano infelicità. Uno tra i più perniciosi è quello di porsi obiettivi straordinariamente elevati, piuttosto che impegnarsi in una  “politica dei piccoli passi”  e perseguire scopi ragionevoli e raggiungibili. Non voglio sostenere che non ci si debba porre obiettivi a lungo termine ma che, per non andare incontro ad inutili sofferenze, occorre che questi siano complessi ma commisurati alle proprie capacità e fondati sul contatto co...